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Esperienze con società di capitali e residenza in Spagna?

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  • Esperienze con società di capitali e residenza in Spagna?

    Buongiorno,
    gradirei sapere se qualcuno di voi ha esperienza recente nella gestione e tassazione di società di capitali in Spagna (terraferma, no isole).
    Naturalmente nel caso di prendere residenza personale in loco, acquisto casa etc.

    E' possibile aprire una branch o subsidiary di una offshore/USA/UK non-trasparente a se intestata e non avere problemi? nel senso di pagare al regno spagnolo solo le tasse da entrate nazionali?
    Esiste quel che in italia si chiama esterovestizione, ma soprattuto vengono effettuati accertamenti?
    A livello di tassazione, l'agenzia rompe quanto quella italiana o è più easy?
    Quanto ci si può spingere con deduzioni/trasferte/vitto/costi dell'amministratore?
    Accertamenti?
    Che percentuale di tassazione riuscite ad ottenere con le vostre strutture?

    So che è poco da "paradiso fiscale", ma so anche che ci sono residenti in spagna qui dentro, e sarebbe gradita un'opinione.
    Le domande sono retoriche, sono interessato ad esperienze vissute, nell'ambito delle domande poste.
    Grazie.


    EDIT: so che è un mezzo suicidio, ma vorrei sapere se è suicidio solamente sulla carta e poi è aggirabile oppure morte certa.
    Last edited by ubiquo; 13/12/2020, 12:46.
    Non sono un consulente offshore e non offro alcun servizio, a parte il cazzeggio gratuito in questo forum, dunque non scassatemi i maroni.

  • #2
    Opps, mi sento chiamato in causa!

    la prima considerazione è che i quesiti sono troppo generici per rispondere: chi apre una bottega da barbiere e chi gestisce un patrimonio immobiliare hanno esigenze differenti, chi ha tre appartamenti e chi ne ha trecento usano strutture differenti. Bisogna capire cosa si fa, quanti soldi girano e se ci sono altri asset all'estero.
    La seconda considerazione è che è stata approvata alla Camera la legge finanziaria ed ora è in attesa di approvazione al Senato spagnolo. Tale legge dovrebbe andare ad incidere - teoricamente-su diversi punti toccati. Scrivo teoricamente perchè parrebbe che in realtà alcune "rivoluzioni progressiste" in materia fiscale siano semplici ritocchi cosmetici. C'è da capirli: Il problema principale della Spagna in questo momento è un governo disgraziato che almeno a livello macroeconomico ha fatto è farà danni, ma alla fine non siamo di fronte a "comunisti con il Rolex" ma a comunisti con il conto alla Euro Pacific Bank (si son fatti pure beccare)

    Lasciando da parte ciò su cui potrebbero incidere - poco - le modifiche che hanno fatto gridare al paradiso fiscale che non sono però alla potata dell'utente medio del forum, posso iniziare a dire che l'agenzia tributaria spagnola è certamente meno invasiva ed oppressiva di quella italiana. Le ispezioni sono rare ma non vuol dire che uno possa fare come gli pare, iniziano a stare attenti. Posso dire che negli ultimi anni il numero di casi di riciclaggio è aumentato esponenzialmente, forse uno dei paesi dove si lava più denaro al mondo, quindi sopratutto per certi settori l'attenzione c'è. Certamente si possono usare società straniere per intestare beni o svolgere attività ma tenere presente che, se avete una stabile organizzazione dovrete nominare un rappresentante fiscale residente che risponderà in solido delle obbligazioni tributarie dalla stabile organizzazione Tradotto: non lo trovate se lo trovate costa una barca di soldi.
    Tra l'altro per ottenere il codice fiscale di una società estera nonchè aprire un conto bancario, un mio cliente ha speso circa 1500€ di traduzioni giurate, oltre la mia parcella (poca cosa) ed altre spese accessorie. Quindi faceva prima e spendeva meno ad aprire una società locale.
    Offshore: lasciate perdere. I titolari reali DEVONO essere identificati, le banche difficilmente apriranno conti, e vi sono ulteriori adempimenti per poter operare Inoltre siete nel mirino.

    Circa i costi deducibli, in linea di principio si può dedurre tutto ciò che è strettamente legato all'attività, ma bisogna dimostrarlo.

    Riguardo a residenza, bisogna ricordare che il sistema tributario spagnolo prevede due fiscalità, una statale ed una autonomica (regionale) per cui in ogni regione si pagano tasse differenti: in Catalogna si pag fino al 4% di Irpef che a Madrid. In generale le aliquote almeno gli scaglioni inferiori, sono leggermente più bassi che in Italia Idem per i dividendi (mediamente 20-21%) Questo salvo nuove modifiche con la nuova finanziaria.

    Suicidio direi di no, vista la quantità di stranieri intesi sia come società che come persone fisiche che investono qui e/o che stabiliscono la residenza (sopratutto per la qualità della vita e dei servizi almeno a Madrid)
    Ho disabilitato i messaggi privati. Se volete comunicare con me, usate la telepatia (attenti a non sbagliare destinatario)

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    • #3
      Solo un appunto: qui sul forum tolto Paperone la maggior parte di chi sta in Spagna è residente per modo dire.



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